"Numquam est tam male Siculis,
qui aliquis facete et comode dicant"
(Qualunque cosa possa accadere ai Siciliani,
essi lo commenteranno con una battuta di spirito)
Cicerone
qui aliquis facete et comode dicant"
(Qualunque cosa possa accadere ai Siciliani,
essi lo commenteranno con una battuta di spirito)
Cicerone
22 novembre 2014
Ravioli di ricotta
Ingredienti :
600 gr. farina rimacinata di grano duro
6 uova
olio di oliva un cucchiaio
5 gr.di sale
Per il ripieno:
500 gr. di ricotta bovina
1 uovo intero
2 cucchiai di parmigiano(facoltativo)
noce moscata o pepe nero
Procedimento:
Disporre la farina su una spianatoia,che è più indicata di una semplice superficie liscia in quanto la rugosità del legno la renderà più porosa ; unite il sale e le uova nella farina e sbattetele leggermente con una forchetta prima continuando ad impastare con le dita in modo che l'uovo non vada fuori dalla fontana.
Lavorate la pasta almeno per 10 minuti, sbattendola ogni tanto sulla spianatoia per renderla più elastica; una volta finito di impastare il vostro panetto di pasta, fatelo riposare in un panno umido, poi stendete col mattarello poco impasto per volta e il restante tenetelo sempre ben coperto con il panno umido. Ricordatevi di infarinare la spianatoia per fare in modo che la pasta non si attacchi.
Per il ripieno:
Mettiamo la ricotta a sgocciolare il giorno prima affinchè non rilasci liquido, altrimenti i ravioli si aprono.
In una ciotola unire la ricotta un uovo intero un pizzico di noce moscata o il pepe nero e due cucchiai di parmigiano gratuggiato(facoltativo) e lavorate con una forchetta fino a ridure tutto una crema.
Assemblaggio
Stendere la pasta con la macchina sfogliatrice o con il mattarello, ritagliare dei cerchi con il coppapasta rotondo riporre un cucchiaino di ripieno e chiudere.Io ho utilizzato le formine apposite per i ravioli.
Buon appetito
Zagara
20 novembre 2014
MOSTARDA DI FICHI D'INDIA
Sicilia terra di suli e di fichi d'india, a me piace molto la mostarda di fichi d'india .
Il procedimento è un pò laborioso ma il risultato è garantito .Il periodo migliore per la raccolta dei fichi d’india è le prime due settimane del mese di Agosto. Per evitare che volino spine pericolose nell'aria, raccogliere i fichi al mattino presto quando ancora la pianta è umida di rugiada o dopo un acquazzone e quando non c'è vento.
MOSTARDA DI FICHI D’INDIA
Ingredienti:
Fichi d’india ~ 130.
Mandorle tostate (con tutta la buccia) 300 gr.
Scorza di un’arancia (essiccata e tostata).
Chiodi di garofano ~ 10.
Cannella in polvere.
Farina 00 1000
gr.
Sciroppo di carrube (facoltativo) 8 cucchiai.
- Sbucciare i fichi d’india, metterli in una pentola frantumandoli con le mani. A fuoco lento portare la poltiglia ottenuta all’ebollizione mescolando continuamente. Spegnere il fuoco quando il volume diminuisce di circa 1/3.
- Fare raffreddare e passare il composto al setaccio. Prima di buttare i semi che restano nel setaccio strizzarli a mano.
- Con un macinacaffé tritare finemente i chiodi di garofano con la scorza di arancia e circa quattro cucchiai di farina 00.
- Con un tritatutto macinare grossolanamente le mandorle. Separare con un setaccio le mandorle a pezzi più grossi da quelle più piccole.
- Unire le mandorle macinate più finemente con il composto di chiodi di garofano, scorza d’arancia e farina 00.
- Pesare il succo di fichi d’india setacciato e preparare 150 grammi di farina per ogni chilogrammo di succo (con 130 fichi d’india si otterranno circa 3500 grammi di succo).
- Unire lentamente la farina al succo mescolando continuamente con una frusta per evitare la formazione di grumi e aggiungere lo sciroppo di carrube.
- A fuoco lento portare all’ebollizione mescolando continuamente. (Per vedere se la cottura è giusta, versarne un po’ in un piatto e vedere se si stacca appena si sarà raffreddata). Unire la metà delle mandorle tostate triturate a pezzi più grossi.
- La mostarda può essere consumata prima che indurisca come dolce al cucchiaio. In questo caso versare in piatti bagnati, spolverare la superficie con la cannella in polvere e con la rimanente metà delle mandorle tostate triturate a pezzi più grossi miscelata con il composto di mandorle macinate finemente, chiodi di garofano, scorza di arancia e farina 00.
- Se invece si preferisce dura, versare il composto in formine di terracotta, spolverare la superficie con la cannella in polvere e con la rimanente metà delle mandorle tostate triturate a pezzi più grossi miscelata con il composto di mandorle macinate finemente, chiodi di garofano, scorza di arancia e farina 00. Lasciarlo nelle formine per 24 ore poi sformarlo mettere su un tagliere ed essiccare al sole per 2 giorni circa.
I pezzi essiccati si ricopriranno di una polvere biancastra che non è muffa ma cristalli di fruttosio. Conservare in un luogo asciutto e consumare nel periodo natalizio.
Buon appetito
Zagara
30 ottobre 2013
Speciale Halloween
Premetto che Halloween non è una festa che mi appartiene e a casa mia non si è mai festeggiata, noi commemoriamo i defunti con profondo rispetto, preghiera fiori ai parenti morti, messa ecc ecc.
Tuttavia ho due bambini di sette anni che aspettano le feste per poter festeggiare con i dolci del momento e del caso preparati dalla loro mamma.
Vedendo la gioia nei loro occhi davanti alle chiccherie "bimbesche" preparate solo per loro e tutte per loro, non potrei mai non preparare i dolcini di Halloween solo perchè è un'americanata...Ecchissenefrega...Loro sono felici così e io li accontento. Così armata di tanta ma tanta pazienza per la gioia dei miei unici amori ho preparato:
Cake Pops alla nutella
Dita di strega con marmellata di frutti di bosco e mandorle
Biscotti Frankestein decorati con ghiaccia colorata
Muffin alla vaniglia ricoperti di cioccolato fondente con ragnatele di ghiaccia
Torta arcobaleno arancio e nera decorata con ghiaccia
Biscotti a forma di denti di dracula ,fantasmini tutti decorati con ghiaccia
Crostata di marmellata di more con i fantasmini di frolla come decoro
Alla fine dopo che ho finito tutto mi sono accorta che i miei mostriciattoli ridono tutti ...non c'è niente da fare ridere a me piace troppo :)
Booooohhhh il mio fantasmino si è divertito tantissimo
Un caro saluto dalla mia cucinaZagara
29 ottobre 2013
Pesto di rucola e mandorle
Un pesto dal sapore deciso e facile da realizzare. Il segreto è di utilizzare ingredienti freschi, si presta bene a condire paste fresche come orecchiette, trofie o gnocchetti.
INGREDIENTI:
125 g. di rucola fresca
50 g. di pecorino romano grattuggiato
50 g. di parmigiano regiano grattuggiato
50 g. di mandorle
120 ml di olio di oliva
5 g di sale
1 spicchio d'aglio
PROCEDIMENTO:
Lava ed asciuga la rucola , riduci le mandorle in granella e metti da parte.
In un frullatore inserisci tutti gli ingredienti con 40 ml di olio, inizia a frullare e fai cadere il restante olio a filo fino a completamento e fino ad ottenere il pesto desiderato.
Trofie al Pesto di rucola e mandorle
3-4 cucchiai di pesto appena fatto
500 g. di trofie fresche (quelle che trovi nei banco frigo)
Procedimento:
Fai cuocere le trofie per 5 minuti. Nel frattempo prepara un wok, trascorsi i cinque minuti prendi la pasta con una schiumarola e versala nel wok unisci il pesto e rimescola con un cucchiaio di legno, se serve unisci qualche cucchiaio di acqua di cottura della pasta o unisci dell'altro pesto a tuo gusto.
Consigli:
Il pesto che non utilizzi subito mettilo in una boccettina e conservalo in frigo
Ti saluto dalla mia cucina
Zagara
24 ottobre 2013
Capesante gratinate
Una sfiziosa ricetta da preparare come antipasto romantico o chiccoso tra amici, in entrambi casi farai un figurone
Ingredienti per 4 persone:
– 8 capesante grandi
– 220 ml. di brodo vegetale
– 50 gr. di parmigiano reggiano grattugiato
– 80 gr. di pane grattugiato
– 1 ciuffetto di prezzemolo da tritare
– ½ bicchiere di olio extravergine di oliva
– pepe macinato q.b.
– 2 spicchietti di aglio
– sale q.b.
Procedimento:
Inizia a preparare la ricetta delle capesante gratinate prendendo una terrina che sia bella capiente, versaci dentro il pane grattugiato, il parmigiano grattugiato, il prezzemolo, che avrai precedentemente tritato con molta cura, il pepe, che avrai macinato e l'aglio, che avrai schiacciato per bene. Aggiungi anche un pizzico di sale, un po' di olio e il brodo, che avrai messo a scaldare in una pentola. Iniziate a mescolare per bene e fai in modo che tutti gli ingredienti si amalgamino al meglio e mescola fino quando non otterrete una cremina bella densa. Prendi ora le capesante, mettetile in una teglia da forno, versaci dentro la farcitura che hai realizzato e aggiungi un po' di olio colato a filo. Inforna a circa 200° e lascia cuocere le capesante per almeno un quarto d'ora, poi servi ai tuoi ospiti.
Idee e varianti:
Accompagna le capesante con del buon vino bianco! Questo è un piatto ottimo da servire come antipasto, magari riducendo leggermente le porzioni, oppure come secondo piatto, volendo abbondare con gli ingredienti.
Un'idea carina è quella per esempio di non buttare le conchiglie che ti restano. Falle bollire 5 minuti con acqua e aceto,poi mettile ad asciugare e conservale. Le potrai utilizzare per servire un antipasto di pesce la prossima volta.
Un caro saluto dalla mia cucina
Zagara
10 ottobre 2013
Funghi porcini in pastella
In questo periodo una bella passeggiata nei boschi ti da la possibilità di raccogliere noci, nocciole e bellissimi funghi porcini.
Di solito li faccio saltare in padella con un pò d'aglio, una manciata di prezzemolo e olio d'oliva da servire come contorno o per condire un profumatissimo piatto di tagliatelle.
Questa volta avendone trovati un bel pò ho deciso di pastellarli e friggerli.
Ingredienti:
Funghi porcini
150 g di farina di grano duro
sale
250 ml di acqua
10 cubetti di ghiaccio
1/2 bustina di lievito per torte salate
Procedimento:
Pulisci i funghi porcini per bene, separa il gambo dal cappello. Taglia il cappello a fettine spesse un dito e lo stesso fai con il gambo.
Prepara la pastella in una ciotola unisci la farina il lievito e un cucchiaino di sale. Versa l'acqua in una brocca e unisci il ghiaccio, attendi un paio di minuti e versa sulla farina mescolando con una frusta.
Non appena ottieni una pastella non troppo liquida intingi i funghi e friggili in abbondante olio caldo completamente immersi. Appena sono dorati toglili con una schiumarola e salali in superficie.
Consiglio.
Friggi poco prima di servirli così da apprezzare ancora di più il croccante della pastella.
Un caro saluto dalla mia cucina
Zagara
08 ottobre 2013
Ciambella morbida alla crema di nocciola
Questa ciambella è molto morbida e bastano davvero pochi e semplici ingredienti, è veloce da realizzare, io la preparo ai miei bimbi che ne sono golosissimi.
E' un'idea prepararla per una merenda con i compagnetti o da portare in classe per le festicciole.
Ingredienti
4 uova
150 g di zucchero semolato
2oo g di latte
60 g di olio di semi
1 bustina di vanillina
280 g di farina00
1 bustina di lievito per dolci
un pizzico di sale
6 cucchiai (circa 250g) di nocciolata rigoni di asiago
Nocciole tostate o granella di nocciole
Zucchero a velo.
Procedimento
Nel bimby
Metti nel boccale zucchero e uova aziona vel.3 per 1 minuto
Versa il latte, la nutella e l'olio vel.5 per 30 sec.
Aggiungi farina, sale, vanillina e lievito vel.3 per 1 minuto
Versa il tutto in uno stampo a ciabella precedentemente imburrata e infarinata.
Inforna in forno caldo a 180° per 40 minuti.
Prima di sformare lascia raffreddare un pò.
Nel frattempo trita grossolanamente le nocciole.
Sforma la ciambella su un bel piatto cospargine la superficie con un cucchiaio di nocciolata, metti le nocciole sopra ed infine spolvera con un pò di zucchero a velo.
Consigli:
Se le nocciole sono fresche falle tostare nel forno 10 minuti a 60° prima di tritarle.
Ciao a presto dalla mia cucina
Zagara
01 ottobre 2013
Sciroppo e caramelle di carrube
Sciroppo di carrube:
Mio nonno mi raccontava che in estate i contadini andavano a consumare il loro pranzo sotto gli alberi della carruba e così trovavano anche un pò di refrigerio perchè sotto il carrubo non sembra che sia estate....
Il periodo migliore per la raccolta delle carrube è le prime due settimane del mese di Agosto. Raccogliere le carrube ancora attaccate all’albero selezionando le più integre e carnose sarebbe l'ideale.
Lo sciroppo di carrube svolge un’importante azione emolliente sulle mucose delle prime vie respiratorie ed è usato soprattutto per la tosse ed il mal di gola. Altra azione altrettanto importante è quella ricostituente e coadiuvante, per il suo alto valore energetico, ad esempio prima e dopo un’attività sportiva.
In Sicilia, nel periodo di San Martino, si usa versare un pò di sciroppo di carrube in un piattino dove s' inzuppano le zeppole per arricchirne il gusto.
Ingredienti:
Carrube ~ 50.
Acqua Quanto basta
Procedimento:
* Con un martello e un’incudine triturare tutte le carrube.
* Mettere le carrube triturate in una pentola e aggiungere tanta acqua fino a ricoprire il composto.
* Lasciare riposare per 24 ore. Ogni tanto rimescolare, se necessario aggiungere acqua.
* Portare all’ebollizione a fuoco lento.
* Lasciare riposare per 24 ore. Ogni tanto rimescolare.
* Filtrare con uno scolapasta. Raccogliere il liquido filtrato.
* Strizzare le carrube tritate a mano o, per aumentare il rendimento, strizzarle con un piccolo torchio. Unire il liquido ottenuto al liquido filtrato.
* Filtrare il liquido a piccole quantità con un canovaccio di cotone strizzandolo energicamente.
* Fare evaporare a fuoco lento mescolando continuamente. Spegnere il fuoco quando il volume diminuisce di circa 2/3 e il liquido assume una consistenza sciropposa quindi imbottigliare. Se lo sciroppo viene concentrato troppo, raffreddando, cristallizza assumendo una consistenza vetrosa simile al torrone. In questo caso aggiungere mezzo bicchiere di acqua, riscaldare fino a farlo sciogliere, una volta sciolto spegnere il fuoco e imbottigliare.
Lo sciroppo di carruba ha il merito di conservarsi bene, inalterato, per molti anni.
Una leggenda narra che Giovanni Battista si nutrisse nel deserto di carrube, perciò il carrubo viene chiamato nel Nord Europa ""albero del pane di San Giovanni". I semini che si trovano dentro sono molto duri e hanno un peso che invariabilmente è 0,2 gr. Perciò viene usato per valutare pietre preziose ed oro (carato,dall'arabo "quirat" , carruba, ovvero numero di parti in oro in 24 parti di una lega).
Curiosità:
06 febbraio 2013
Spiedini di caramelle
Metti di voler organizzare una festa per tuo figlio, nipote o figlio di un'amica, e che tu voglia offrire a fine festa un pensierino da far portare a casa ad ogni bambino, gli spiedini di caramelle sono un ' idea originale e che sicuramente piace molto ai bambini.
Sono di semplice preparazione ma di grande effetto
Cosa ti serve:
caramelle
spiedini in legno lunghi
nastro colorato
bustine trasparenti per caramelle
Come si fa:
Per prima cosa devi acquistare le caramelle che ti piacciono di più, e qui puoi sbizzarrirti come vuoi non c'è limite di gusto forma o colore.
Devi infilzare le caramelle nello spiedino uno alla volta lasciando tra una caramella ed un'altra sempre lo stesso spazio, alla fine è importante coprire la punta dello spiedino con una caramella evitando di far uscire la parte appuntita.
Una volta completati, copri lo spiedino con il sacchettino e annoda alla base un nastrino colorato che può essere in raso, cotone e per fino rafia.
Puoi servire le tue "bomboniere" così ottenute sistemandole dentro un cesto di vimini, o dentro un vaso.
Vedrai come i bambini saranno felici di ricevere questo dolcissimo dono.
Un caro saluto dalla mia cucina
Zagara
15 novembre 2012
Torta di Laurea
Da piccola la mia camera era piena di pentoline, casseruole, padelline e mestolame in alluminio di tutti i tipi ma naturalmente non potevo cucinare con ingredienti veri così mi dilettavo a costruire il cibo con la plastilina e la mia camera si trasformava in una cucina dove invitavo le amichette a bere the e mangiare biscotti fatti da me, finti ovviamente, meno male che c'era mamma che ci preparava la merenda vera .
Avevo quasi rimosso questi ricordi, ma c'era qualcosa dentro di me che mi ricordava, che l'amore che ho per la cucina è nato con me. Ed è così che è nata la mia ultima passione in cucina : la decorazione delle torte. Mi piace da morire e mi rilassa manipolare la pasta di zucchero quasi fossi tornata bambina.
Un mazzolino di fiori rossi aromattizzati con lo sciroppo di amarene
Il caratteristico Tocco..se no che laurea è...
La torta assemblata prima di essere consegnata
La base è un pan di spagna al cioccolato ripieno di crema mascarpone e nutella, la pasta di zucchero è fatta in casa con il miele di zagara (ovviamente) che gli conferiva un odore davvero delizioso.
Vi ringrazio per l'attenzione.
Un caro saluto dalla mia cucina
Zagara
23 ottobre 2012
Crostata di marmellata di ciliegie
Una frolla questa molto particolare profumata all'arancia e morbidissima le fa da complice la buonissima e unica fiordifrutta ciliegie Rigoni di asiago.
Fiordifrutta è prodotta con frutta biologica rigorosamente selezionata. E’ una confettura
preparata esclusivamente con prodotti biologici priva di glutine e dolcificata con succo
di mele selvatiche.
Ingredienti:250 g di farina 00
50 g di fecola di patate
100 g di burro
120 di zucchero
scorza di una arancia o in alternativa l'essenza
1/2 bustina di lievito per dolci vanigliato
1 pizzico di sale
2 uova intere
1 boccia di fiordifrutta ciliegie
Procedimento:
Setacciare la farina con il lievito e la fecola e disporla a fontana, inserire nel centro lo zucchero, le uova un pizzico di sale, la scorza grattugiata dell'arancia o in alternativa mezza fialetta di essenza di arancia e il burro freddo tagliato a tocchetti .
Lavorare con le punta delle dita formando dall'impasto un composto sabbioso. Riunite e formate una palla, avvolgetela in una pellicola trasparente e riponete in frigo almeno per mezz'ora.
Adagiare sul fondo della teglia un foglio di carta da forno.
Riprendere l'impasto e stenderne 3/4 sul fondo della teglia. Ricoprire con la fiordifrutta ciliegie. stendere l'impasto rimasto con un mattarello e ritagliare delle stelline( o qualsiasi altra forma che piu' vi piace) con i tagliabiscotti e adagiarli sulla crostata.
Infornate a 180 gradi per 30 minuti.
Sfornare e lasciare raffreddare prima di sformarla. A piacere coprire con lo zucchero a velo.
Un caro saluto dalla mia cucina
Zagara
17 ottobre 2012
Zucca stufata
Anche se nella terminologia comune il termine "zucca" viene impiegato come sinonimo di testa vuota, in realtà la zucca è un ortaggio con molte virtù, sia a livello gastronomico che terapeutico.
L'impiego della zucca non si limita a quello alimentare e terapeutico ma è molto utilizzata anche in ambito cosmetico; infatti la sua polpa è uno degli ingredienti base di numerosissime maschere nutrienti per il viso.
Molte sono le popolazioni che per tradizione impiegano le zucche, una volta svuotate della loro polpa, come contenitori per acqua o vino oppure come oggetti ornamentali.
Come tutti gli ortaggi di colore giallo e arancione la zucca è un ortaggio particolarmente ricco di vitamina A.
Della zucca non si butta via niente, infatti, oltre alla polpa e ai semi, anche i suoi fiori rappresentano un appetitoso piatto una volta impanati e fritti.
Dai semi di zucca si ricava un olio che viene impiegato principalmente in ambito cosmetico, ma anche in cucina.
Ingredienti:
500 g di zucca
2 carote
1 cipolla bionda
30 ml di olio di oliva
1 cucchiaio di capperi sotto sale
origano
50 ml di aceto bianco
Procedimento:
Pelare le carote e tagliarle a rondelle sottili, affettare la cipolla.
Soffriggere la cipolla nell'olio e appena è dorata unire le carote e lasciatele ammorbidire.
Nel frattempo pulire la zucca, e conservate i semi (Vi serviranno per i germogli come vedremo in seguito),
e tagliatela a cubetti. Unire la zucca al soffritto, rimestare, coprire il tegame con un coperchio e lasciare cuocere a fuoco lentissimo.
Rimescolare di tanto in tanto, appena la zucca inizia ad ammorbidirsi unire l'aceto , i capperi e dissalati e l'origano.
Continuare la cottura a fuoco lento e sempre con il coperchio.
Quando la zucca è cotta spegnere e servire.
Un ottimo contorno vegetariano e anche vegano.
Un caro saluto dalla mia cucina
Zagara
11 ottobre 2012
Minestra di Cavolo Rapa
Il cavolo rapa è una varietà di cavolo dal fusto commestibile e ingrossato, verde o porpora. Le sue foglie, di color verde pallido, sono lobate in basso. La parte inferiore del fusto, ingrossata, assomiglia ad una grossa rapa, di cui ricorda anche il sapore. Le varietà precoci hanno un sapore più delicato e possono essere coltivate in serra o all’aperto, se non esiste pericolo di gelo. Le varietà tardive si prestano ad una conservazione più lunga. Il cavolo rapa appartiene alla famiglia delle Crocifere ed è diffuso soprattutto nell’Italia meridionale. E' ricco di vitamine, contiene vitamina C, betacarotene, che nel corpo si trasforma in vitamina A, acido folico e vitamine del gruppo B. Le tenere foglie del cavolo rapa sono più ricche di sali minerali rispetto alla radice ingrossata. Per questo si consiglia di utilizzarle e non gettarle.
Ingredienti:
(dosi per 4 persone)
2 cavoli rapa
3 pomodori rossi
1 spicchio di aglio
olio di oliva extra vergine (circa 30ml)
200 g di lumachine (o altra pasta a piacimento)
Procedimento:
Togliere le foglie dal fusto e privarle del gambo. Tagliarle piccole piccole.
Pelare la parte inferiore (la rapa ) con un coltellino per eliminare la parte legnosa e tagliarla a quadretti.
Mettere a bollire le foglie e la rapa in una pentola con acqua salata.Il cavolo è cotto quando la rapa è morbida .
Nel frattempo pelare i pomodori togliere i semi sgocciolarli e tagliarli a pezzettini.
Rosolare uno spicchio d'aglio nell'olio unire il pomodoro e lasciare ammorbidire.
Quando il cavolo è cotto scolatelo (tenendo da parte la sua acqua) e unitelo al soffritto.
Fate insaporire qualche minuto, unite la sua acqua e portate ad ebollizione. Unite la pasta e aggiustate di sale.
A piacere unite il peperoncino rosso e una grattata di parmigiano regiano.
Un caro saluto dalla mia cucina
Zagara
09 agosto 2012
Marmellata di fichi e cannella
Proprietà e benefici dei fichi
La discreta presenza di vitamina A, in abbinamento al potassio, al ferro ed al calcio risulta avere proprietà benefiche e rinforzanti nei confronti di ossa e denti; anche la vista e la pelle sono in grado di trarre benefici dalle sopracitate sostanze. Un' altra proprietà nota dei fichi è quella lassativa dovuta principalmente alla presenza nei fichi di fibre e mucillagini.
I fichi hanno un alto contenuto di zuccheri facilmente assimilabili e per questo motivo rappresentano una fonte di energia prontamente utilizzabile dal nostro organismo. Naturalmente va consumato con moderazione da quelle persone che hanno problemi di linea. Il decotto di fichi secchi ha un'azione lenitiva nei confronti degli attacchi di tosse. Il fico ha altresì proprietà antinfiammatorie, viene infatti utilizzato come impacco sugli ascessi e sui foruncoli ed ha effetti positivi su infiammazioni dell'apparato urinario e circolatorio
La discreta presenza di vitamina A, in abbinamento al potassio, al ferro ed al calcio risulta avere proprietà benefiche e rinforzanti nei confronti di ossa e denti; anche la vista e la pelle sono in grado di trarre benefici dalle sopracitate sostanze. Un' altra proprietà nota dei fichi è quella lassativa dovuta principalmente alla presenza nei fichi di fibre e mucillagini.
I fichi hanno un alto contenuto di zuccheri facilmente assimilabili e per questo motivo rappresentano una fonte di energia prontamente utilizzabile dal nostro organismo. Naturalmente va consumato con moderazione da quelle persone che hanno problemi di linea. Il decotto di fichi secchi ha un'azione lenitiva nei confronti degli attacchi di tosse. Il fico ha altresì proprietà antinfiammatorie, viene infatti utilizzato come impacco sugli ascessi e sui foruncoli ed ha effetti positivi su infiammazioni dell'apparato urinario e circolatorio
Ingredienti :
800 g di fichi al netto della buccia
200 g di zucchero
1 limone spremuto
1 cucchiaino scarso di cannella in polvere
Procedimento:
Per fare questa marmellata ho utilizzato il bimby.
Pelare i fichi e tagliarli in quattro. Metterli nel bimby insieme allo zucchero al limone spremuto ed alla cannella.
40 minuti velocità 1-2 temp. 100 gradi e 10 minuti velocità 1 temp. Varoma.
Il tempo dovrebbe andare bene per ottenere una marmellata compatta ma dipende dalla qualità e consistenza dei fichi per cui date sempre un'occhio mentre cuoce in modo da diminuire i tempi o aumentarli a vostro piacimento.
Se si vuole ottenere una marmellata senza nessun pezzetto di frutta lasciare andare qualche secondo vel. 4 a secondo dei gusti.
Una volta pronta mettere la marmellata nei vasetti precedentemente sterilizzati e asciutti, tapparli e capovolgere il vasetto per favorire il sottovuoto. Aspettare che si raffreddino e riposizionare il vasetto nella sua posizione. Attendere un paio di giorni prima di gustarla.La cannella si può anche non mettere e si può sostituire con 50 g di mandorle tostate da unire quasi a fine cottura .
I fichi utilizzati sono biologici e provengono dagli alberi di mia sorella, che pazientemente ha raccolto per me.
Confezionata
Un caro saluto dalla mia cucina
Zagara
30 maggio 2012
Torta di Amarene sciroppate
L'Amareno (Prunus cerasus), detto anche Visciolo o Amarasco, è un arbusto o albero alto dai 2 agli 8 metri con chioma piramidale e foglie dalla lamina di 5-8 cm e picciolo più piccolo rispetto al Ciliegio.
I frutti trovano largo uso in ambito culinario dove vengono usati per la produzione di sciroppi, marmellate, frutta candita e liquori come il vino di visciole. Sono molto ricchi di vitamina C e B. Anche le foglie trovano uso nella produzione di un liquore. Particolare è l'uso dei peduncoli dei frutti che vengono raccolti a piena maturazione e lasciati essiccare al sole. Hanno proprietà diuretiche e sono considerati un sedativo delle vie urinarie. Si utilizzano, quindi, come potente diuretico, come medicinale per cistite e per insufficienza renale.
Ingredienti:
per la base:
160 g di farina 00 molino chiavazza
100 g di zucchero
1 bicchiere di olio di semi
1/2 bustina di lievito per dolci
2 uova intere
Per la crema:
1 uovo intero
1 bustina di vanillina
400 ml latte
4 cucchiai di amido
4 cucchiai di zucchero
Per guarnire:
Amarene sciroppate
Procedimento:
Setacciare la farina con il lievito.
Montare le uova con lo zucchero unire l'olio a filo e infine la farina ,risulterà un composto abbastanza compatto.
Imburrare e nfarinare una teglia per crostate, io ho usato quella della Guardini con il fondo rialzato, versare il composto e livellarlo con la spatola .Infornare a 180 ° forno ventilato per 20 minuti. Nel frattempo che la nostra base cuoce prepariamo la crema pasticcera. In una casseruola lavoriamo l'uovo intero con lo zucchero e la vanillina ,uniamo l'amido e lavoriamo fino a formare un composto omogeneo infine versiamo il latte,leggermente riscaldato,a filo e infine la scorza del limone ,mettiamo su fuoco e mescoliamo fino a bollore e cioè fin che la crema si addensa. Lasciamola raffreddare un pò mescolando di tanto in tanto.
Sfornare la base e porla su un piatto.
Riempire la base (che sarà a forma di guscio) con la crema e guarnire con le amarene sciroppate.
Spennellare il bordo della torta con lo stesso sciroppo delle amarene e la nostra torta è pronta.
Buona e bella sembra una torta d'altri tempi ...
Buon appetito dalla mia cucina
Zagara
03 maggio 2012
Torta Limonetta
Ottima come dessert, non appesantisce non è stucchevole nè eccessivamente dolce, perfetta proposta dopo un menù di pesce si può preparare anche il giorno prima
Per la realizzazione di questa torta ho utilizzato il limone di Siracusa il noto "Femminello Siracusano" , che ho raccolto direttamente nell'agrumeto di mio nonno. Varietà diffusa soltanto in una ristretta area della Sicilia sud-orientale, le cui caratteristiche qualitative lo pongono tra i migliori d'Europa il "Femminello Siracusano" si presenta con buccia a grana fine, ottima resistenza, abbondante succo, scarsi e piccoli semi. Il prodotto ha ottenuto il marchio IGP - PTN con la denominazione di Limone di Siracusa
Ingredienti:
Per la torta:
200 g farina 00
50 g amido
50 g fecola di patate
300 g zucchero
190 ml succo di limone
170 ml olio di semi
scorza grattugiata di un limone
4 uova
1 bustina lievito vanigliato
Per la glassa:
120 g zucchero a velo
3 cucchiai succo di limone
Per le scorzette candite:
4 limoni (solo la scorza)
150 g zucchero
75 ml acqua
Procedimento:
Innanzitutto preparate la base
Grattugiate la scorza di un limone e frullatela qualche secondo insieme allo zucchero, unite i tuorli e montateli fino ad ottenere un composto spumoso.Unite l'olio a filo e dopo il succo ottenuto spremendo i limoni.
Amalgamate un pò il composto. Setacciate le tre farine insieme al lievito e unitele al composto.
A parte montate gli albumi a neve con un pizzico di sale e unitele con movimento da basso verso l'alto al precedente impasto.
Imburrate e infarinate una teglia (24 cm) versate l'impasto e infornate a 180° 40-45 minuti.
Nel frattempo che la torta cuoce in forno....
Pelate i 4 limoni dopo averli ben lavati e spazzolati. Con un coltello ben affilato, io uso quello di ceramica togliete ciò che rimane della parte bianca dalle scorzette e tagliatele a listarelle sottili.
In un pentolino lasciate sciogliere lo zucchero nell'acqua mescolando di tanto in tanto e quando arriva a bollore abbassare il fuoco e unire le scorzette un pò alla volta. Quando vedete che diventano trasparenti toglietele dallo sciroppo con una pinzetta e mettetele a raffreddare su una graticola, unite le altre ripetendo l'operazione.
Quando la vostra torta è cotta uscitela dal forno, e nel frattempo che si raffredda preparate la glassa.
Mescolate lo zucchero a velo con il succo del limone, che non unirete tutto in una volta ma piano piano fino a che la glassa diventi della consistenza desiderata e cioè nè troppo liquida nù troppo densa, se occorre unite un pò d'acqua .
Pronto il tutto completate la vostra " limonetta" così:
Versate la glassa al centro della torta e lasciate colare lungo i bordi, non appena asciuga un pò mettete al centro le scorzette candite.
Ecco la torta finita
E questo è il suo morbido interno
Un caro saluto dalla mia cucina
Zagara
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