"Numquam est tam male Siculis,
qui aliquis facete et comode dicant"

(Qualunque cosa possa accadere ai Siciliani,
essi lo commenteranno con una battuta di spirito)

Cicerone

16 settembre 2008

"Email che fanno male"

Mi sento obbigata moralmente a dedicare un post a Barbara che ha subito una vergognosa ingiustizia per colpa di gente cattiva e ignorante.

Ciò che leggerete di seguito sono parti di lettera scritta da Barbara:
Per leggere tutto per intero vai qui:
http://blackcat.bloggy.biz/archive/3280.html#comments

" Alla CA. Gentile Direzione Carrefour di Assago
........Lasciatemi dire che oggi nel punto vendita di Assago avete sfiorato la discriminazione punibile per legge.
Era previsto un evento che mio figlio aspettava con ansia: il tour delle auto a grandezza reale del film Cars.
Vestito di tutto punto con la sua maglietta di Cars, comprata DA VOI, oggi l’ho portato, emozionatissimo, ad Assago. Vista la posizione di Saetta, ci siamo avvicinati per fare una foto. Click, click, click, bimbo sorridente a lato della macchina. Avevate previsto un fotografo, sui sessant’anni, sembrava un rassicurante nonno con una digitale da 2000 euro, collegata a un pc dove un quarantacinquenne calvo digitalizzava un volantino carinissimo con le foto dei bimbi di fronte a Saetta, stampate all’interno della griglia di un finto giornale d’auto. Una copertina, insomma, che i bimbi chiedevano a gran voce e avrebbero poi incorniciato in una delle costose cornici in vendita nel Vostro reparto bricolage. Chiaramente, il mio biondino, che purtroppo per la sua malattia non parla (ancora), mi ha fatto capire a gesti che gli sarebbe piaciuto. Per quale ragione non farlo? Semplice, lo avrei capito dopo poco.
Attendo il turno di mio figlio, con estrema pazienza, e senza disturbare nessuno. Ci saranno stati una ventina di bambini, non di più. Non cento, una ventina.
Arriva il turno del mio piccolo, e non appena varca la transenna, resta il tempo di ben DUE SECONDI girato verso il suo idolo a grandezza naturale, invece di fissare l’obiettivo del fotografo. Mi abbasso, senza dar fastidio alcuno, scivolo sotto la corda e da davanti, chiedo a mio figlio di girarsi. Il fotografo comincia ad urlare “Muoviti! Non siamo mica tutti qui ad aspettare te” Mio figlio si gira, ma non abbastanza secondo il “professionista”. Gli chiedo “Per favore, anche se non è proprio dritto, gli faccia lo stesso la foto…” “Ma io non ho mica tempo da perdere sa? Lo porti via! Vattene! Avanti un altro, vattene!” Un bambino a lato urla “Oh, mi sa che quello è scemo” e il vostro Omino del Computer, ridendo “Eh, si! Vattene biondino, non puoi star qui a vita!” Mio figlio, che non è SCEMO, non parla ma capisce tutto, sentendosi urlare dal fotografo, da quello che digitalizzava le immagini e dalla claque che questi due individui hanno sollevato ed aizzato, si mette a piangere, deriso ancora dal fotografo che lo fa scendere dal piedistallo di fortuna che avete improvvisato davanti alla macchina, facendolo pure inciampare. A nulla valgono le imbarazzate scuse della guardia giurata,che poco prima aveva tranquillamente familiarizzato con mio figlio. L’umiliazione che è stata data dai Vostri incaricati, che avrebbero dovuto lavorare con i bambini, a un piccolo di quattro anni che ha la sfortuna di avere una sindrome che poco gli fa avere contatto visivo con il resto del mondo e non lo fa parlare, è stata una cosa lacerante. In lacrime, con il torace scosso dai singhiozzi, umiliato, deriso, leso nella propria dignità di bambino non neurotipico. Una signorina, con la Vostra tshirt, mi si è avvicinata per chiedermi cosa fosse successo. Alla mia spiegazione, dopo averle detto che il piccolo aveva una sindrome autistica, mi ha detto “Ma se non è normale non lo deve portare in mezzo alla gente“.
Son stata talmente male da non riuscire a reagire, ho dovuto uscire all’aria aperta, con il bambino piangente, per prendere fiato dopo tanta umiliazione.
Ho pianto. Dal dolore. .............

Barbara non devi versare lacrime per persone che non meritano, abbraccia tanto tuo figlio da parte mia e sii forte lui ha bisogno di te.

3 commenti:

Anonimo ha detto...

Carissima Barbara,

mi chiamo Alessandro Martinelli e sono dipendente presso il Carrefour di Assago.
Sono anchio papà e comprendendo il tuo grande dolore ti sono fortemente vicino abbracciandoti forte.
Ti chiedo di visitare il sito http://www.uiltucslombardia.net dove io, insieme al Segretario Organizzativo siamo i moderatori del forum “Vita in azienda”, ti ho dedicato un topic apposta.
Abbiamo anche deciso di scrivere un articolo sulla tua storia sul nostro giornale “Area Sindacale”.
Rinnovandoti la mia grande solidarietà nei tuoi confronti, ti abbraccio sperando un giorno di potere interloquire personalmente.

Un caro saluto,

Alessandro Martinelli.

alessandromartinellionline@hotmail.it

(Membro del Direttivo Provinciale e Regionale U.I.L. Tu.C.S. Lombardia.)

zagara ha detto...

Non sono Barbara ha sbagliato indirizzo le indico il link esatto di Barbara :
http://blackcat.bloggy.biz/
Io mi sono limitata a dedicarle un post per dimostrare la mia solidarietà.
Saluti

Anonimo ha detto...

BRAVA ZAGARA, SEI UNICA!!!
GRANDE LA FORZA DEL TUO BLOG...

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